Ci sono libri che non chiedono di essere letti, ma ascoltati.
Libri che non si aprono: si attraversano.
Sulla mia strada di Fabio Fantone appartiene a questa rara categoria: quella delle storie che non hanno paura di sostare dentro le crepe dell’esistenza, di guardare la fragilità senza offrirle né un alibi né un velo.
Sulla mia strada é un romanzo che nasce da una duplice verità: la verità dei corpi che non dormono e non trovano riposo, e la verità dei cuori che, pur stanchi, continuano a chiedersi come si fa a restare.
Matilde e Marco — due bambini sospesi nell’attesa di una diagnosi, due vite abitate da una sindrome rara ancora difficile da nominare — diventano il centro di un racconto che non cerca il sensazionalismo, ma l’umiltà dello sguardo.
Due madri, due storie, una sola notte lunga anni.
Laura e Francesca, le due madri protagoniste, non sono modelle di resilienza da manuale.
Sono donne vere, con le loro paure, la loro rabbia, le loro lacrime non dette. Donne che imparano giorno dopo giorno a convivere con bisogni speciali che non “passano” e che chiedono presenza, energia, inventiva, amore.
Fantone le racconta con un pudore raro: senza idealizzarle, senza indulgere, semplicemente lasciandole essere.
Le loro vicende si intrecciano come fili provenienti da due estremità diverse del Paese — Nord e Sud — che si incontrano, quasi per provvidenza, in una Roma che sembra sempre avere un posto, piccolo o grande, per chi cerca una risposta.
La “squadra speciale”: quando la comunità salva più delle diagnosi
Un sacerdote, un barista, un operatore non vedente, un educatore.
In un romanzo meno autentico sembrerebbero personaggi-tipo.
Qui, invece, sono carne e voce, sono la prova tangibile che la fragilità non è mai un destino solitario.
La “squadra speciale” funziona perché è imperfetta, quotidiana, vera: non risolve, ma sostiene; non cura, ma accompagna.
E in questo sguardo corale c’è la parte più luminosa del romanzo: l’idea che il bene non faccia rumore, ma arrivi comunque, a volte stanco, a volte in ritardo, ma arrivi.
Una scrittura che sa di notte e di dignità
La prosa di Fantone è asciutta, mai invadente, spesso attraversata da una luce sottile — quella che vibra proprio dove la vita sembra farsi più buia.
L’autore non rincorre il pathos, lo lascia emergere.
Non fornisce soluzioni, offre prospettive.
Non promette il “vissero felici e contenti”, e proprio per questo dona ai suoi personaggi qualcosa di più realistico e prezioso: la dignità del proprio percorso.
Letteratura che diventa gesto: il progetto “Oltre l’invisibile”
Il romanzo non si limita a raccontare; agisce.
Sostiene un progetto di ricerca sulla sindrome di Smith-Magenis, una malattia genetica rara che altera la quotidianità di chi ne è colpito e delle loro famiglie.
La storia diventa così un ponte: tra la narrazione e la vita reale, tra le pagine e le persone, tra le lacrime e la possibilità di trasformarle in qualcosa che aiuti altri.
Ed è forse qui che il libro rivela il suo cuore più grande: nel non separare mai l’umano dalla sua responsabilità verso l’altro.
Sulla mia strada è un romanzo che chiede coraggio: quello di guardare ciò che spesso non vogliamo vedere.
Ma è anche un romanzo che restituisce: restituisce un senso di comunità, di respiro, di possibilità.
E ci ricorda che non servono finali perfetti per camminare nella vita: serve qualcuno che ci stia accanto mentre impariamo a farlo.
Fabio Fantone firma un’opera necessaria, delicata e potente.
Un libro che non promette miracoli ma offre incontri.
E, nel farlo, lascia il lettore proprio dove devono trovarsi le storie più vere: sulla propria strada, con un passo in più.
Ma prima di lasciarvi alla lettura...
Laura Scrivo, voce solista e volto di copertina di Sulla mia strada, è interprete del brano Figlio della Notte de I Custodi del DNA, associazione nata in rete nella quale il romanzo è entrato a far parte. L’associazione si occupa di divulgazione e sensibilizzazione sui temi delle malattie rare attraverso un universo narrativo non convenzionale: libri, fumetti, marionette, cartoni animati e, naturalmente, la musica, intesa come ponte tra la scienza e la società.
Sulla mia strada di Laura Scrivo e Adriano Coschiera
Buon ascolto!
Link di riferimento: smithmagenisitalia.com - icustodideldna.it - effata.it